“Fallen” di Lauren Kate

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“Fallen”, il primo capitolo della saga ideata dalla scrittrice statunitense Lauren Kate, è il classico romanzo che promette e abbaglia, per poi deludere prima ancora della fine.
La protagonista, Lucinda Price, detta Luce, fin da bambina è perseguitata da uno strano fenomeno: ombre minacciose (imparentate, probabilmente, con i Dissennatori di Harry Potter) compaiono all’improvviso e la riempiono di terrore, essendo l’unica in grado di vederle ma non di spiegarne la l’ esistenza. All’età di 17 anni, inoltre, Luce rimane coinvolta in uno strano incendio che provoca la morte di un ragazzo, Trevor, durante una tranquilla sera d’estate. Essendo l’unica testimone del fattaccio e possedendo un curriculum di (presunti) disturbi psichici di tutto rispetto, viene sospettata di omicidio e costretta a nuove cure. Da ultimo, come ciliegina sulla torta, l’istituto correzionale Sword & Cross diventa la sua nuova casa, in attesa di non si sa quale redenzione spirituale.

Qui, l’umana logica comincia a perdere colpi: di primo acchito, la protagonista sembrerebbe finita in uno di quei terribili carceri minorili dove ogni sentimento di libertà o di autodeterminazione viene costantemente soffocato, negato. Invece, a ben leggere, la struttura risulta quasi priva di sorveglianti e può essere facilmente abbandonata da una gioventù in piena tempesta ormonale; le telecamere, presenti per creare la giusta atmosfera da Grande Fratello, vengono neutralizzate a colpi di astuccio; alcolici, cibo e luci psichedeliche entrano tranquillamente all’interno dell’edificio grazie alla solerzia degli studenti ivi ospitati. Trattandosi, a proposito, di minorenni con problemi psichici o con un vissuto comunque drammatico, le divise total black e i braccialetti elettronici al polso di quest’ultimi suggerirebbero profili complessi e pericolosamente instabili. Nulla di tutto ciò: i vari Arriane, Molly, Penn, Roland e Todd che si intervallano al seguito di Luce sono assolutamente innocui (al massimo, possono rifilarvi una porzione di polpettone in testa) e con una personalità più piatta della silhouette di una manta. Insomma, l’autrice vorrebbe convincere i lettori di avere davanti una storia drammatica e piena di mistero, distribuendo a piene mani sospiri e trasalimenti, ma senza riuscirci.

La stessa Luce, che tenta di descriverci come affranta dal dolore per la scomparsa di Trevor e spossata dal continuo inseguimento delle ombre, alla seconda pagina del primo capitolo viene travolta dalla bellezza scultorea di due modelli in ritardo alle selezioni di Aber Crombie, Daniel e Cam, dimenticandosi, spesso e volentieri, di tutto il resto. L’effetto è, in certi casi, veramente comico. Ad essere maliziosi, verrebbe da pensare che Lauren Kate abbia studiato a tavolino la maniera migliore di catturare l’attenzione di un certo tipo di pubblico, prettamente femminile e adolescenziale, rimestando nel calderone ingredienti noti e stranoti, ma pur sempre vincenti ad una certa età: i primi turbamenti amorosi, lo struggimento della gelosia, il valore dell’amicizia; il tutto condito da una spruzzata di soprannaturale, che di questi tempi non guasta mai. Daniel e Cam, infatti, sono due angeli in lotta l’uno contro l’altro per conquistarsi l’amore di Luce, costretta da una strana maledizione a un continuo ciclo di reincarnazioni che la riporta sulla terra ogni diciassette anni. Ma al di là del perché e del come, che non vengono affatto spiegati (se non in maniera sommaria), ciò che dispiace è, in fin dei conti, di trovarsi di fronte ad un romanzo la cui storia è ricca di incongruenze e forzature: dove uno stile “acerbo”, approssimativo, accenna soltanto allo svolgersi degli accadimenti, senza scavare più a fondo, senza curarsi realmente dell’immaginario del lettore, che va accompagnato, nutrito e infine lanciato nell’iperuranio delle infinite possibilità che la fantasia normalmente ci offre.

L’anno nuovo vedrà nei cinema l’omonimo film di Scott Hicks, con la benedizione degli amanti del libro. La speranza è che gli sceneggiatori, da sempre accusati di stravolgere e tradire i libri a cui si ispirano, facciano ancora una volta bene il loro mestiere.

 

Solo un amore impossibile può essere eterno.

 

Fallen – Trailer

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