I 5 libri che ti cambiano la vita

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Leggere non è solo un piacere, ma può facilmente diventare un utile aiuto a vedere le cose da un’ottica diversa. Un libro può aiutare a riflettere, a farci vedere le cose da un’altra prospettiva. Sì, insomma… Credo che un libro, talvolta, possa aiutare a renderci persone migliori.

Stilare una sorta di classifica dei libri che in qualche modo ci hanno cambiato la vita è qualcosa di molto personale. Entrano in gioco mille variabili diverse. Ma senza stare lì a rimuginare troppo sulla qualità del libro, provate a pensare quali sono quei volumi che – in qualche modo – vi hanno reso delle persone migliori. Sono certo che avete già in mente almeno due o tre titoli.

Io ci ho provato e… questo è il risultato! Sono curioso di conoscere i vostri!

1. Gridare amore dal centro del mondo (Kyoichi Katayama)

La paura più grande per me, oltre alla solitudine, è quella di vivere una vita fatta di rimpianti. Vivere nel rimpianto, nel rimorso di non aver potuto fare ciò che avrei voluto, di non aver potuto amare come avrei desiderato farlo è una cosa che mi spaventa enormemente. Vivere una vita senza amore, senza prospettive future, segnata solo dal vuoto, dal dolore, dalla solitudine, dal rimpianto nei confronti del passato, dalle delusioni, dalle vane speranze e dalle attese inutili per qualcosa che non arriverà mai, dall’invidia, dalla rabbia e dal rancore nei confronti del prossimo che ha tutto ciò che tu non puoi e non potrai mai avere è un dolore che non auguro a nessuno, nemmeno al peggior essere umano che abita questo pianeta.

2. Novecento (Alessandro Baricco)

Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio. Non sono pazzo, fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati. Non c’entra la pazzia. È genio, quello. È geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi l’anima. Potevo viverli, ma non ci son riuscito. Allora li ho incantati. E a uno a uno li ho lasciati dietro di me. Geometria. Un lavoro perfetto.

3. Il deserto dei tartari (Dino Buzzati)

“Gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangano sempre lontani; se uno soffre, il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l’amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.”

4. Fai bei sogni (Massimo Gramellini)

‘Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più… Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d’indefinito’.

5. Un indovino mi disse (Tiziano Terzani)

“Più ci si guarda attorno, più ci si rende conto che il nostro modo di vivere si fa sempre più insensato. Tutti corrono, ma verso dove? Perché? Molti sentono che questo correre non ci si addice e che ci fa perdere tanti vecchi piaceri. Ma chi ha ormai il coraggio di dire: «Fermi! Cambiamo strada»? Eppure, se fossimo spersi in una foresta o in un deserto, ci daremmo da fare per cercare una via d’uscita! Perché non far lo stesso con questo benedetto progresso che ci allunga la vita, ci rende più ricchi, più sani, più belli, ma in fondo ci fa anche sempre meno felici? Non c’è da meravigliarsi che la depressione sia diventata un male tanto comune. È quasi rincuorante. È un segno che dentro la gente resta un desiderio di umanità.”

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